Web Server War: Calma piatta al fronte

Quando nel 1998 Netscape decise di tornare a distribuire Navigator a titolo gratuito lo annunci˛ con banner che proclamavano un trionfante: "The Browsers war has ended. The winner is YOU!".
In realtÓ la guerra la vinse Microsoft col suo Explorer, che ormai esegue pi¨ dell'80% delle richieste http in rete, ma effettivamente per noi utenti al di la' del monitor, una vittoria c'Ŕ stata: il browser Ŕ una parte del nostro computer che non si deve comprare.
PerchŔ lo regalano tutti.

Curiosamente lo stesso si pu˛ dire per i Web Server, che pur essendo software per i datacenter e non per le masse, contuinuano ad essere, per la gran parte, gratuiti.

Il mercato dei Web Server Ŕ ormai consolidato da anni, pur nelle sue oscillazioni periodiche.
Su circa il 66% dei domini Internet c'Ŕ Apache, uno dei progetti opensource pi¨ significativi, a servire pagine, lasciando un cospicuo 25% ad IIS di Microsoft ("regalato" nelle versioni server di Windows) e le briciole agli altri.
Questi dati, fonte Netcraft ( http://www.netcraft.com/Survey/ ), risultano curiosamente stazionari se si contano i server web usati sui singoli indirizzi IP e non su domini virtuali (che possono coesistere a migliaia su un unico IP).
In pratica da pi¨ di un anno, Apache viene stabilmente usato sul 54% degli indirizzi IP e IIS sul 35%. Nessuna sostanziale variazione, nessuno sbalzo dovuto a grosse compagnie di web hosting e domain parking in grado di spostare le statistiche di qualche punto nel momento in cui cambiano sistema operativo, nessuna sorpresa: calma piatta.
Da pi¨ di 1 anno la guerra dei numeri fra Apache e IIS resta fissa su queste quote, che oltre a suggerire che Apache Ŕ pi¨ usato per gestire domini virtuali, fanno anche intendere una certa inerzia nel deployment di server web.
Eppure negli ultimi 12 mesi ne sono accadute varie nel mondo dei Web Server:
- E' uscita la versione finale di Apache 2.0, destinato, con la sua nuova architettura basata sui thread, a contrastare IIS a casa sua: su piattaforma Windows. Molti se ne sono accorti ma pochi lo preferiscono al consolidato Apache 1.3 e relativamente pochi (lo 0,5%), di fatto, lo stanno adottando.
- Sono state annunciate alcune inusualmente severe vulnerabilitÓ su Apache, che ne hanno offuscato la fama, conquistata in anni di ottimo servizio sul campo, di affidabilitÓ e sicurezza.
- E' uscito il primo Worm per Apache che in realtÓ sfrutta una vulnerabilitÓ di OpenSSL, ma nell'immaginario collettivo, e nei fatti, infilza sistematicamente e automaticamente dei server Web con Apache e Mod_SSL.
- Si Ŕ ripresentata l'usuale abbondanza di security holes e relative patch su IIS, con la simbolica attenuante che al confronto sembrano aumentate le vulnerabilitÓ note di Internet Explorer, quasi a suggerire che navigare su Internet pu˛ essere pi¨ insidioso che mettere in piedi un server Web.
- Si Ŕ annunciato, ma per ora resta usato solo su www.microsoft.com e pochi altri (tra cui emerge www.nasdaq.com) il nuovo IIS6, destinato ad essere il primo web server della .NET generation.
Tutto questo non ha spostato di mezzo punto percentuale il market share, contato su singoli indirizzi IP, dei principali web server.
Quasi a sottointendere che cambi di versione, bug e security alerts non bastano a far cambiare idea sulla soluzione da adottare e, spesso, non stimolano nemmeno, nell'affollato scheduling di un system administrator, la necessitÓ di eseguire un security upgrade.
Se si analizzano altre fonti, come il Web Server Survey di Security Space ( http://www.securityspace.com/s_survey/ ) si notano rapporti simili: 66,75% Apache, 21,83% IIS sul totale dei domini analizzati ma restringendo la ricerca ai domini .it balza all'occhio quanto su un campione di 93094 domini italiani, a Settembre 2002 ben il 46,40% dei server girava su Microsoft IIS, contro il 48.92% su Apache.
In Italia la guerra dei Web Server sembra aperta, serrata e ben combattuta, di questi tempi Ŕ l'unico conflitto che ci piace seguire.

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